Il 2020 sarà l’anno bisestile degli e-commerce?

Dal Search Marketing Connect 2019 emergono i nuovi scenari riguardanti l’utilizzo del SEM per i nostri e-commerce. E il quadro complessivo è alquanto allarmante per chi continuerà a ragionare con le logiche del (recente) passato.

Se c’è una cosa certa è che negli ultimi anni il mondo della SEO e del Pay per Click sta cambiando in maniera maggiore che in tutti gli anni precedenti e questo ha ripercussioni sul lavoro che facciamo tutti i giorni sugli e-commerce.

 

Ma cosa sta succedendo nello specifico?

1) Competitività delle chiavi in forte aumento
La prima cosa che risalta all’attenzione è il grande aumento della competizione. Se prima era possibile difendere i risultati ottenuti attraverso l’utilizzo di chiavi di ricerca informative e chiavi brand sfruttando la cosiddetta “Coda Lunga”, oggi anche queste chiavi sono tutte diventate tutte molto più difficili da controllare.

2) Vantaggio del multibrand rispetto al brand
Il secondo punto è rappresentato dalla difficoltà di alcuni brand di poter competere con siti multibrand come Zalando, Amazon, ecc. che, grazie alla moltitudine di prodotti commercializzati, hanno maggiori rese in termini di conversioni, di dati ricevuti per le analisi, di autorevolezza in chiave SEO e pertinenza sulle chiavi di ricerca.

Inoltre questi enormi multibrand giocano una partita diversa rispetto agli altri: per essere leader di mercato attivano logiche di vendita (consegne in un giorno, resi dopo 100 giorni, pagamenti posticipati) insostenibili per un classico sito e-commerce.

Infographic: Amazon's Impressive Long-Term Growth | Statista You will find more infographics at Statista

Il grafico in alto ci mostra quanto il fatturato di Amazon sia superiore rispetto al suo profitto. Questo a causa dell’attivazione di politiche aziendali spesso non altamente remunerative, ma che permettono all’azienda di essere leader di mercato.

 

3 ) La competizione avviene su touchpoints molto diversi tra loro
Se si prova a fare una ricerca di prodotto sulla versione americana di Google, sia di una chiave brand che informazionale si potrà notare come tutta l’esperienza avviene sullo stesso motore di ricerca senza necessità di entrare in un sito web.

 

Esempio di chiave informazionale “Come scegliere una scarpa da running”

 

Informazione estrapolata e mostrata cliccando sul TAB New Balance

 

Facendo una ricerca di tipo brand, invece, Google Shopping presenterà già le sue soluzioni con vetrina della marca e del rivenditore ufficiale molto al di sopra dei risultati organici spingendo l’utente a non cercare altre possibilità. Se loggati sarà possibile procedere direttamente all’acquisto.

 

Esempio da mobile di ricerca effettuata per brand dagli USA

 

Come si presenta lo shopping in una ricerca di prodotto specifico con evidenziati il carrello, siti di riferimento e filtro laterale per mostrare i prodotti in maniera più specifica.

 

Le nuove vetrine shopping sono già attive in 20 nazioni e in Europa manca soltanto l’Italia che si aggiungerà a breve.

 

Quali soluzioni è giusto adottare?

Non esistono formule magiche a riguardo, ma solo buon senso. Per prima cosa è necessario iniziare a ragionare in un’ottica di ottimizzazione che abbia come filo conduttore l’innovazione e non solo il miglioramento delle performance ottenute creando, ad esempio, snippet basati sul nuovo algoritmo di Google, oppure lavorando su nuovi contenuti che rendano il tuo e-commerce appetibile ad un altro mondo di ricerche.

Inoltre diventa fondamentale dare un nuovo ruolo all’e-commerce, utilizzandolo in maniera strategica assieme a vecchi e nuovi touchpoints, integrando il tutto per la vendita. Questo non significa rinunciare alla nostro negozio on line, ma comprendere che è diventato oramai impossibile competere con certe realtà.

Attraverso la strategia giusta sarà possibile sfruttare il vantaggio competitivo che questi siti offrono, abbattendo alcuni costi e lavorando sul nostro e-commerce come vetrina e attraverso una scelta mirata di prodotti.